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Spiedo Gigante di Pieve di Soligo, sessant’anni di tradizione. Ogni anno grande festa in piazza nelle prime due settimane di ottobre.

60° Spiedo Gigante in quasi pronto
Nella piazza centrale di Pieve di Soligo, borgo storico tra le colline del Prosecco Superiore docg, a partire dalla prima domenica di ottobre e per due settimane, si svolge la tradizionale sagra dello Spiedo Gigante. Lo spiedo in piazza, a base di quaglie, rappresenta un evento gastronomico unico nel suo genere, che tutti gli anni richiama appassionati dall’Italia e dall’estero.

Come ogni anno lo spiedo viene messo sul fuoco la seconda domenica di Ottobre, alle ore 10.30, per poter essere consumato alle 16.30, dopo le canoniche 5-6 ore di cottura lenta, al calore della fiamma alimentata con legna di carpino e faggio dei boschi attorno.

Oltre alla possibilità di gustare le quaglie arrostite allo “speo“, accompagnate dalla polenta bianca (fatta con farina bianco perla, tipica del territorio) dal Prosecco Superiore docg delle colline quest’anno Città Europea del Vino 2016, numerosi gli altri eventi, gastronomici e non proposti nelle due settimane di festeggiamenti.
Serate di musica, giostre, spettacoli, cene gourmet a tema nello spazio dedicato. Lo spiedo di Alta Marca attende i visitatori alla sera, nel grande stand gastronomico, insieme ad altri piatti e prodotti tipici del territorio, come i celebri salumi trevigiani, la soppressa, la polenta bianca, i formaggi locali come la “casatella” e il formajo imbriago, il radicchio, i fagioli con cipolla, le patate di Moriago e del Montello, il risotto alla zucca, radicio e fasioi e tanto altro ancora. Vi aspettiamo quindi per il 61° Spiedo Gigante! 

Organizzazione: Pro loco Pieve di Soligo.

https://www.facebook.com/SpiedoGigante.PieveDiSoligo/

 

 

Lo Spiedo gigante e la sua storia

Spiedo Gigante Primi Spiedi

Lo spiedo ha storia antica, si può dire che sia sempre esistito. A Pieve di Soligo è presente nelle trattorie, negli agriturismi e nelle case della gente.
La tradizione del girarrosto risale all’epoca dei Longobardi che, in queste zone, stabilirono numerosi insediamenti nel corso dei 200 anni di dominazione. Per alcuni secoli l’arrosto di interi grandi animali o di selvaggina era privilegio riservato ai nobili e alle grandi cucine dei palazzi o anche alle locande, frequentate comunque dalle persone più benestanti. Dal dopoguerra lo spiedo è una consuetudine consolidata, un piatto tipico per le occasioni rituali e conviviali, alla portata di tutte le tasche e tutti i palati.

Come festa paesana, lo “Spiego Gigante” nasce nel 1956, anni in cui l’Italia, appena guarita dalle ferite della guerra, stava cercando di sviluppare la sua economia. Ma c’era ancora tanta povertà e i contadini s’ingegnavano a procurarsi il cibo come meglio potevano.
Era l’epoca del clinto (crinto) e del clinton, vini poveri quasi scomparsi, diffusi in tutta la zona in seguito alla grande epidemia di filossera che sconvolse i vigneti d’Europa. Tempi di pellagra e vacche magre.

Nelle vendemmie autunnali i nostri contadini lasciavano volentieri qualche piccolo grappolo d’uva sulle viti, per trattenere più a lungo gli uccellini di passaggio. C’era allora la tradizione di catturare con tecniche varie gli uccelli, che poi venivano arrostiti allo spiedo per rallegrare le tavole familiari e le feste paesane. Fra un uccellino e l’altro venivano messe anche delle patate, che cucinando insieme alle poche carni e al lardo di maiale, ne assorbivano profumo e sapore svolgendo il compito di soddisfare la fame e il gusto. Nel 1955 venne l’idea del grande spiedo in piazza, che si concretizzò nel 1956 grazie al primo maestro dello spiedo: il grande Poldo (Leopoldo Nardi).

Approfondimenti > la storia dello Spiedo.

Spiedo Gigante Toti Dal Monte e Poldo
Grandi personaggi: il maestro Poldo (Leopoldo Nardi) e la cantante lirica Toti dal Monte.

 

Alta Marca: terra di spiedo, di prosecco e tanto altro

Alta Marca territorio goloso

l’Alta Marca trevigiana è un territorio goloso, che offre al viaggiatore curioso un’ottima cucina locale. Un ghiotto patrimonio enogastronomico in un percorso del gusto che offre antichi saperi e prelibati sapori a chi vuole ancora emozionarsi con straordinari piatti della tradizione.  Tra questi, oltre ai ricchi e corposi piatti a base di formaggi di malga, salumi, funghi e selvaggina, spicca il succulento “Spiedo d’Alta Marca”, quasi una religione per tradizione e storicità.

Lo spiedo è un modo molto antico di arrostire le carni, nato nella preistoria con la caccia e la scoperta del fuoco e ha mantenuto pressoché immutata la tecnica di cottura. In tempi più recenti è diventato sinonimo di festa e di convivialità . Oggi, grazie all’Accademia dello Spiedo d’Alta Marca, sono stati riuniti in un disciplinare i dettami e le tecniche per lo Spiedo perfetto, prendendo in considerazione la scelta delle carni, i metodi di cottura, le aromatizzazioni, la legna e le attrezzature. I pezzi regolari ed omogenei di pollo, costicine e ossocollo di maiale inframmezzati con “lardelle” non troppo spesse e foglie di salvia, la legna di carpino o di faggio accesa sette ore prima, gli schidioni sul girarrosto a circa 40 cm. dalle fiamme e tanta pazienza e cura per la lenta cottura, oltre cinque ore.  L’operazione va seguita con attenzione e sapienza, regolando la fiamma, salando le carni  al momento giusto, per gustare infine tutti insieme “el spéo in tola”, lo spiedo in tavola, caldo e saporito, croccante fuori e morbido all’interno, che va servito subito perché come dice Leonardo Ricci, Presidente dell’Accademia, “…lo spiedo non è democratico, quando è pronto è pronto , non aspetta!”  Alla fine il silenzio dei commensali intenti a degustare le carni è ottimo indizio della sua buona riuscita. E così si compie questo rito culinario, capolavoro di gusti, profumi e aromi che, oltre al piacere della compagnia e del buon bere, è anche un piacere cerebrale, che coinvolge tutti i cinque sensi più uno: la memoria, la persistenza del ricordo che accompagnerà per sempre chi lo ha gustato.

Non è possibile parlare di cibo senza citare l’abbinamento con il vino, soprattutto il vino che è diventato il simbolo identitario di questo territorio, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.  Il Prosecco superiore definisce, con l’omonima “Strada” costituita fin dal 1966 – la prima in Italia – un itinerario che porta a conoscere, oltre la fondamentale realtà ad esso dedicata, anche produzioni di nicchia come il Torchiato di Fregona Doc, il Colli di Conegliano Docg, il Verdiso, il Perera, e il Vin Santo del Prete di San Pietro di Barbozza.

Alta marca: terra di Spiedo, di Prosecco e tanto altro