La festa dello Spiedo Gigante nasce dall’iniziativa di alcune persone di Pieve di Soligo, animate da passione per il buon cibo tradizionale e dal desiderio di trascorrere in piacevole compagnia qualche ora serena attorno a gustose carni cotte allo spiedo. Attorno alla metà del secolo scorso, era normale avere a disposizione un po’ di selvaggina e le catture che si effettuavano maggiormente erano soprattutto quelle di uccelli, locali e migratori. I primi spiedi in piazza erano fatti proprio con “i osei”, uccelli cacciati con le reti e con il vischio, successivamente sostituiti da quaglie.

Sono ormai oltre cinquant’anni che quest’ appuntamento richiama la gente del posto e dei paesi limitrofi e in paese ricordano che fra i primi organizzatori dello spiedo gigante ci fu Palmiro Chiavegato, industriale del legno, poliedrico e attento osservatore del suo territorio. È stato proprio questo personaggio a realizzare il prototipo del primo spiedo gigante, su disegno di Domenico (Memi) Zorzi, all’epoca segretario della locale Pro loco (con Ettore Baratto primo Presidente).

In una serata primaverile del 1956 alla trattoria “da Poldo” (attuale Castelletto) Zorzi e Baratto con Poldo, il grande cuoco maestro di spiedo, fecero nascere l’idea di un grande “spiedo in piazza”, il futuro Spiedo Gigante.

Ad essere precisi lo spiedo in sè ha storia antica, è sempre esistito e in particolare qui a Pieve di Soligo è presente da secoli nelle trattorie locali e in moltissime case e si fa durante tutto l’anno. Una vera e propria tradizione che risale al tempo dei Longobardi. Nella nostra area infatti i Longobardi sostarono per ben duecento anni lasciando molti ricordi della loro cultura e delle loro tradizioni, come ad esempio, le tre “Torri di Credazzo” di Farra di Soligo.

Come festa paesana lo “Spiego Gigante” nacque, come detto, nel 1956, negli anni in cui l’Italia appena guarita dalle ferite della guerra, stava cercando di sviluppare la sua economia. Ma c’era ancora tanta povertà e i nostri contadini s’ingegnavano a procurarsi il cibo come meglio potevano.

E qui ricordo che nelle vendemmie autunnali i nostri contadini lasciavano volentieri qualche piccolo grappolo d’uva sulle viti, anche per trattenere più a lungo gli uccelli di passo. C’era allora la tradizione di catturare gli uccelli con diverse tecniche, quello che comunque importava era catturarne tanti che poi venivano infilzati nello spiedo per rallegrare le tavole famigliari e le feste paesane. Fra un uccellino e l’altro venivano messe anche alcune patate che cucinando insieme alle carni ne carpivano profumo e sapore svolgendo egregiamente il compito di soddisfare la fame; e fra uccellini e patate venivano inseriti dei pezzi di lardo per dare la morbidezza giusta alle carni.

Negli ultimi tempi la festa dello Spiedo Gigante ha assunto un’importanza che va molto al di là del territorio comunale e la gente vi arriva da tutto il Trevigiano, dal Bellunese e dal Veneziano, perché è una celebrazione che ha il vero sapore della tradizione e alla gente piace.

Devo anche dire che lo spiedo di Pieve di Soligo ha un grande valore socializzante: esistono infatti dei gruppi di operatori dello spiedo – l’Accademia dello Spiedo d’Alta Marca e l’Associazione Maestri dello Spiedo – che ne approfondiscono la storia e le tecniche varie, visitano realtà gemelle presenti nel vicentino e nel bresciano e ne affinano le tecniche di esecuzione con i diversi tipi di carne.

Pieve di Soligo, ridente cittadina posta nel cuore dell’area del Prosecco DOCG, tanto amata dalla celebre soprano Toti dal Monte (1893-1975), città dove è nato e vissuto il grande poeta Andrea Zanzotto (1921-2011) una delle massime voci della lirica italiana del ‘900, recentemente scomparso e dove si conservano le spoglie del grande sociologo cattolico Giuseppe Toniolo (1845-1918), che la Chiesa sta per proclamare Beato, vanta una storia ricca e affascinante, nella quale lo spiedo gioca un ruolo gastronomico di tutto rispetto.

fonte: Stralci dall’ intervista al dott. Remigio Villanova, presidente e fondatore della Associazione Maestri dello Spiedo, in occasione del 55° spiedo gigante.
Autore: Brunello Catana