Nonostante gli anni trascorsi, lo Spiedo Gigante non risulta mai completamente un déjà vu. 

Sono numerose, infatti, le novità aggiunte nel corso degli anni, i cambiamenti intercorsi e anche le usanze scomparse da quando Ettore Baratto e Domenico Zorzi, detto Memi, rispettivamente presidente e segretario della Pro Loco di Pieve, idearono quella che sarebbe diventata la manifestazione clou del Quartier del Piave.

La notorietà della manifestazione valicò anche i confini nazionali, talvolta con accenti polemici, come recita ad esempio il retro di una vecchia cartolina francese:

“Extermination des oiseaux 3000 oiseaux “grillent” sur la place du Marché de Pieve di Soligo”
“3000 uccellini, cosiddetti dal becco gentile, che per una settimana diverse donne del paese si impegnavano a spennare presso la Locanda La Posta”

Ora, più correttamente, a finire sullo spiedo non sono più lugarin, morete, panigase e tordine, bensì quaglie di allevamento.

È scomparsa anche la “padella gigante” in cui l’addetta Elsa Baratto e altre donne friggevano le frittelle.
Era un padellone di circa quattro metri di diametro, collocato ad un’altezza di due metri e composto all’interno da tante piccole padelline contenenti olio, ognuna delle quali munita di autonome bombole di gas coperte da un grande tendone. Molti ne ricordano ancora il profumo che diffondeva tutto intorno.

Erano gli anni in cui il Presidente della Repubblica italiana Giovanni Gronchi fermandosi a chiacchierare amabilmente con l’onorevole Francesco Fabbri e chiedendogli da che paese provenisse, ricevuta la risposta Pieve, ricordava come transitandoci da un viaggio di ritorno da Vittorio Veneto fosse rimasto colpito dalla bellezza del colonnato dell’osteria Alla Loggia.
Gli stessi in cui Fellini o Moravia passavano a salutare il poeta pievigino Andrea Zanzotto.
E poi poteva capitare di incontrare anche il soprano Toti Dal Monte o Giovanni Comisso intenti a guardare i “maestri dello spiedo” Poldo, al secolo Leopoldo Nardi, e Ezio Antoniazzi dirigere i lavori attorno al gigantesco girarrosto, oppure a magnàr ‘l spéo.

fonte (Cirillo Lorenzetto, in occasione del 54°spiedo)