Alta Marca territorio goloso

L’ Alta Marca trevigiana è un territorio goloso, che offre al viaggiatore curioso un’ottima cucina locale. Un ghiotto patrimonio enogastronomico in un percorso del gusto che offre antichi saperi e prelibati sapori a chi vuole ancora emozionarsi con i piatti della tradizione.  Tra questi, oltre ai classici piatti a base di formaggi di malga, salumi, funghi e selvaggina, spicca il succulento “Spiedo d’Alta Marca”, quasi una religione per tradizione e storicità.

Lo spiedo è un modo molto antico di arrostire le carni: nato nella preistoria con la caccia e la scoperta del fuoco esso ha mantenuto pressoché immutata la tecnica di cottura. In tempi più recenti è diventato sinonimo di festa e di convivialità . Sotto il presidio dell’Accademia dello Spiedo d’Alta Marca, sono  riuniti in un disciplinare i dettami e le tecniche per lo Spiedo perfetto, includendo la scelta delle carni, le metodologie di cottura, le aromatizzazioni, i tipi di legna e le attrezzature. I pezzi regolari ed omogenei di pollo, costicine e ossocollo di maiale inframmezzati con “lardelle” e foglie di salvia, la legna di carpino o di faggio accesa sette ore prima, gli schidioni sul girarrosto a circa 40 cm. dalle fiamme e tanta pazienza e cura per un lenta cottura, oltre le cinque ore.

L’operazione va seguita con attenzione e sapienza, regolando la fiamma, salando le carni  al momento giusto, per gustare infine tutti insieme “el spéo in tola”, lo spiedo in tavola, caldo e saporito, croccante fuori e morbido all’interno, che va servito subito perché come dice Leonardo Ricci, Presidente dell’Accademia, “…lo spiedo non è democratico, quando è pronto è pronto , non aspetta nessuno!”  

Alla fine il silenzio dei commensali intenti a degustare le carni è sicuro indizio della sua buona riuscita.  E così si compie questo rito culinario, capolavoro di gusti, profumi e aromi che, oltre al piacere della compagnia e del buon bere, è anche piacere cerebrale, che coinvolge tutti i cinque sensi più uno: la memoria, la persistenza del ricordo che accompagnerà per sempre chi lo ha gustato.

Non è possibile parlare di cibo senza citare l’abbinamento con il vino, soprattutto il vino che è diventato il simbolo identitario di questo territorio, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.  
Il Prosecco superiore definisce, con l’omonima “Strada” costituita fin dal 1966 (la prima in Italia) un itinerario che porta a conoscere, oltre la fondamentale realtà ad esso dedicata, anche produzioni di nicchia come il Torchiato di Fregona Doc, il Colli di Conegliano Docg bianco e rosso, il Verdiso, il Perera, e il Vin Santo del Prete di San Pietro di Barbozza, il Refrontolo passito (Marzemino).